9 Giochi da Tavolo tratti dalla Science Fiction e dal genere Fantasy diventati Realtà – Associazione Gamestorm – Siena

9 Giochi da Tavolo tratti dalla Science Fiction e dal genere Fantasy diventati Realtà

9 GIOCHI DA TAVOLO TRATTI DALLA SCIENCE FICTION
E DAL GENERE FANTASY DIVENTATI REALTÀ

Alzi la mano chi non ha mai desiderato battere Spock a scacchi tridimensionali, fare un “full colors” a Triad nelle Colonie di Kobol o partecipare a un torneo di Sabacc a Cloud City sfidando Ian Solo.

Serie Tv, Cartoni Animati, Film, Videogiochi e Letteratura sono pieni di versioni ultramoderne e futuristiche di giochi inventati solo per essere inseriti nelle storie a supporto di trame, ambientazioni e contesti sociali avveniristici o alternativi.

La Lista è davvero lunga. La maggior parte di questi giochi non è mai andata oltre la fiction, molti sono diventati oggetti di culto e arredamento, alcuni forse prenderanno vita nel prossimo futuro grazie alle nuove tecnologie, ma una piccola parte è riuscita a sfondare i limiti della quarta parete arrivando sui nostri tavoli con tanto di plance, pezzi e regolamenti più o meno ufficiali. 

Cominciamo con alcuni giochi apparsi in Star Trek, una serie assai prolifica per quanto riguarda sport, giochi e passatempi inventati, citati o semplicemente rivisitati in chiave fantascientifica.

GIOCHI DI STAR TREK

LA SCACCHIERA TRIDIMENSIONALE

STORIA: Gli scacchi tridimensionali (o scacchi 3D) sono una variante degli scacchi tradizionali che utilizzano più scacchiere poste su piani paralleli, consentendo ai pezzi degli scacchi di muoversi su tre dimensioni fisiche. Varianti tridimensionali esistono dalla fine del XIX secolo, una delle più antiche è la Raumschach (in tedesco per “Space chess”), con 5 scacchiere sovrapposte, inventata nel 1907 da Ferdinand Maack.

La variante più familiare al grande pubblico è quella che appare in molti episodi e film di Star Trek, a partire dalla serie originale del 1966, nella quale vediamo spesso Spock impegnare la sua logica vulcaniana per sfidare a scacchi Kirk o McCoy.

Il design originale di Star Trek fu realizzato utilizzando tavole di una Dama 3D e un set 3D di Tic-Tac-Toe, aggiungendo pezzi degli scacchi classici , ma dall’aspetto futuristico disegnati da Peter Ganine nel 1961.

Il progetto mantenne i 64 quadrati di una scacchiera tradizionale, ma li distribuì su piattaforme separate in una gerarchia di livelli spaziali, suggerendo al pubblico come che anche gli scacchi si erano adattati a un’era dominata dai viaggi spaziali. La particolarità di questa scacchiera è che le regole del gioco non sono mai state spiegate all’interno della serie, perché non erano state proprio sviluppate. Una prima traccia apparve nella puntata Whom Gods Destroy (TOS, 3 stagione, episodio 14), con le battuta: «Queen to Queen’s Level 3» e la controbattuta «Queen to King’s Level 1». Un primo abbozzo di regolamento con le posizioni di partenza fu stabilito solo nel 1975 da Franz Joseph nel Manuale tecnico della flotta Star Trek Star (StarFleet Technical Manual). Fu poi Andrew Bartmess, con l’approvazione di Joseph, a sviluppare le regole standard nel Federation Standard Rules del 1976.

REGOLE: Il gioco è più simile a quello degli scacchi tradizionali di quanto si possa pensare: i pezzi sono gli stessi e si muovono allo stesso modo, ma vanno aggiunte le regole degli scacchi 3D. Esistono poi numerose varianti supplementari (quelle Klingon, Romulane, Andoriane, la variante Kobayashi Maru, le regole Federali con 6 livelli d’attacco, ecc.), per questo motivo vi rimando alla guida di base del Senato delle Razze della Fondazione Vulcaniana, ma per approfondire vi consiglio il Manuale Completo degli Scacchi Tridimensionali, redatto in italiano da Marco Bresciani, che si occupa del Circolo degli Scacchi Tridimensionali dello S.T.I.C. (Star Trek Italian Club).

ACQUISTO e/o COSTRUZIONE: Su Amazon si trovano delle scacchiere di Star Trek con un prezzo variabile tra i 250-500 dollari. Su Pinterest è invece possibile ammirare delle versioni alternative fatte a mano per chi volesse cimentarsi con l’autoproduzione.

ECCOVI UN VIDEO DI SPOCK che “perde” con KIRK, in “Charlie X” (Stagione 1, Episodio 2) nella serie originale del 1966.


LA DAMA SPAZIALE O DAMA 3D

STORIA: meno famosa degli scacchi 3D, anche la Dama 3D (Space Checkers o 3D Checkers) ha fatto la sua comparsa in alcuni episodi di Star Trek della Serie Classica, ma anche in The Next Generation e Deep Space Nine (triboli compresi…).

REGOLE: Il Circolo STIC degli Scacchi 3D, a cura di Marco Bresciani, ha prodotto anche  una pubblicazione amatoriale con la traduzione in italiano delle regole della Dama spaziale.

ACQUISTO e/o COSTRUZIONE: difficile da trovare se non nella versione vintage proveniente dall’estero è comunque possibile costruirsela da soli, magari seguendo il manuale di Bresciani.

VIDEO in cui si vede la Dama pochi secondi prima che venga frantumata da Kirk

Curiosità: in Star Trek troviamo anche una versione di dama 3d classici classica su 3 livelli, mentre un set di scacchi tridimensionali su 3 livelli venne utilizzato come arredo di scena nella sala della base lunare SHADO della serie televisiva britannica UFO del 1970.


TERRACE

STORIA: Terrace è un gioco da tavolo di strategia giocato da due, tre o quattro giocatori su una tavola multi-livello 8 × 8 (più recentemente, 6 × 6). Il gioco originale era stato inventato nel 1950 dall’olandese Anton Dresden, con regole che “si dimostrarono impraticabili”. Nel 1988 Buzz Siler ne acquistò i diritti e creò una semplificazione delle stesse. Dopo l’introduzione del gioco nel 1991, Terrace vinse numerosi premi importanti, ma divenne noto soprattutto come oggetto di scena nella serie Star Trek: The Next Generation attiva dal 1987 al 1994. Nel 1997, fu introdotta una versione rivista, con il tabellone cambiato a 36 quadrati, con 12 pezzi per giocatore invece di 16. Due file separano i pezzi dei due giocatori, invece di quattro.

REGOLE: il tabellone di gioco ha 64 o 36 caselle di colore uniforme, disposte in livelli a forma di L (“terrazze”) che salgono gradualmente dai punti più bassi della tavola in due angoli diagonalmente opposti ai punti più alti negli altri due angoli (spero di averlo scritto bene!). Tutti i pezzi sono modellati allo stesso modo e si muovono secondo le stesse regole, ma sono di quattro diverse dimensioni. Uno dei pezzi più piccoli di ogni giocatore ha la lettera “T” incisa sopra e ha un ruolo in qualche modo simile al re negli scacchi . L’obiettivo è quello di vincere muovendo il proprio pezzo “T” dal punto di partenza angolare ad un angolo opposto, o catturando la “T” dell’avversario. Si può spostare la pedina di quante caselle si desidera se ci si muove lungo la stessa terrazza. Se ci si muove da una terrazza superiore a inferiore (e viceversa) si muove solo di una casella. Si catturano le pedine avversarie solo in diagonale da una terrazza più alta a una più bassa (quindi in diagonale andando verso il basso). Si possono catturare solamente pedine di dimensioni uguali o più piccole. Per spostarsi si possono “sacrificare” le proprie pedine mangiandole (cioè coprendole senza metterle fuori dalla scacchiera), sempre e solo scendendo da una terrazza più alta a una più bassa. Si dice “Terrace” quando il pezzo “T” dell’avversario sta per essere catturato nel turno successivo.

Si dice “Terrace-Mate” quando il pezzo “T” dell’avversario non può più sfuggire. Nei giochi a 3 e 4 giocatori, quando un giocatore perde la sua “T”, tutti i suoi pezzi vengono rimossi dal tabellone,mentre gli altri giocatori continuano il gioco. Se un giocatore non può effettuare una mossa durante il suo turno, la partita finisce in pareggio.

 

ACQUISTO/COSTRUZIONE: è difficile da trovare se non nella versione vintage proveniente dall’estero , ma anche in questo caso è possibile costruirsi un Terrace da soli prendendo ispirazione da Pinterest.

NON SI TROVANO MOLTI VIDEO ESPLICATIVI SU QUESTO GIOCO

 Se volete fare una partita on line per capire come funziona davvero andate su questa pagina.


GIOCHI DI STAR WARS

In attesa che la tecnologia olografica si diffonda ecco 2 giochi di Guerre Stellari che sono riusciti a ritagliarsi uno spazio come giochi da tavolo.

SABACC

STORIA: Sabacc è un gioco così popolare in Star Wars che i giocatori di tutta la galassia vogliono partecipare al Torneo di Cloud City dove Ian Solo ha vinto una partita di Sabacc contro Lando Calrissian portandosi a casa il Millennium Falcon. Sembra che il Sabaac derivi da un altro gioco di carte, il Pazaak, nato nell’universo Guerre stellari ed emerso nei videogiochi, risale al periodo della Vecchia Repubblica e l’obbiettivo era raggiungere un punteggio di 20 senza mai superarlo. Dopo tre mani vinte, il giocatore vinceva la partita. in caso di parità dei punteggi, la mano veniva annullata. Le partite più accese si giocavano con le “Regole di Nar Shaddaa, la Luna dei Contrabbandieri, che imponevano al perdente di togliersi poco alla volta dei pezzi di vestito, in modo simile allo strip poker.

REGOLE: Il Sabacc viene giocato con regole simili a queste del blackjack, prevede l’utilizzo di un mazzo speciale da 76 carte, alcune di esse con valore negativo. Scopo del gioco quello di raggiungere il punteggio di 23, positivo o negativo, senza superarlo. La particolarità del gioco è che a un certo punto della partita alcune carte possono cambiare valore trasformando una mano positiva in una negativa o viceversa. Tuttavia, una volta che viene deciso il valore della carta non si può più modificare.

Da questo sito potete scaricarvi le regole del Sabacc in italiano.

ACQUISTO e/o COSTRUZIONE: trovare un mazzo di carte Sabacc non è una cosa facile. Praticamente sembra che non esista una versione ufficiale.

Ho trovato un progetto kickstarter  e un sito dove scaricare la grafica delle carte per poi rivolgersi a qualche sito che stampa carte da gioco tipo questo  0 questo.

Sembra che esista anche una APP con cui poter giocare.

VIDEO REGOLE IN INGLESE


DEJARIK

STORIA: il Dejarik, chiamato comunemente Holochess, è il secondo gioco più popolare nella galassia. Si tratta di una specie di gioco olografico degli scacchi, nel quale i giocatori usano otto rappresentazioni di mostri reali e mitici della galassia, (tutti con punti di forza e di debolezza) che devono battersi brutalmente in una arena a forma di scacchiera rotonda.

REGOLE/ACQUISTO/COSTRUZIONE: sembra che in vendita esistano scacchiere non ufficiali, riprodotte fedelmente dai artigiani in tiratura limitata per puro collezionismo, che però nelle mani dei fan possono trasformarsi in giochi da tavolo con tanto di dadi, regole e carte personaggio.

C’è anche chi si è spinto oltre e non solo realizza scacchiere a grandezza naturale con tanto di luci e pulsanti funzionanti, ma in attesa di gadget olografici, le arricchisce con APP  basate sulla realtà aumentata.

Non deve essere facile reperire una di queste riproduzioni non autorizzate, ma sono sicuramente costruibili con un po’ di capacità manuali e i mostri possono essere modellati con le moderne resine sintetiche come la SuperSculpey

Potete trovare le prime regole sperimentali in inglese o francese a questa pagina, oppure potete guardarvi un video:


BATTLE STAR GALACTICA

TRIAD (PYRAMID)

STORIA: Nella serie sci-fi “Battlestar Galactica” gli umani delle Dodici Colonie di Kobol e i Cyloni giocano a un gioco di carte esagonali simili al poker. Nella serie classica del 1979, di una sola stagione, il gioco si chiamava Pyramid, ma nel remake del telefilm del 2004, di 4 stagioni, venne chiamato Triad che invece era il nome di un gioco in stile rugby/basket della serie originale giocato in un campo dalla forma piramidale. Siete confusi? Non importa, il punto è che alla fine, a causa di questo scambio con Pyramid si intende più spesso il gioco sportivo e con Triad il poker futuristico, però alcuni continuano a scambiare i nomi…

Nel telefilm non ci fu tempo per creare le regole e la produzione chiese ai membri del cast a improvvisare il gioco. Le facce delle carte esagonali presentano simboli astratti che non furono spiegati nella serie. Il retro delle carte mostra una grande stella circondata da un bordo con stelle più piccole. “Full Colors” è il nome della mano vincente più alta del gioco. I giocatori dichiarano le proprie mani dopo che le scommesse sono state concluse, o “fold” (abbandonano il gioco) a seconda delle carte che hanno ricevuto.

REGOLE/ACQUISTO/COSTRUZIONE: A realizzare le regole ci hanno pensato i fan e in commercio, fino a poco tempo fa, esistevano le Battlestar Galactica Playing Cards, un mazzo da 54 carte esagonali di quattro semi diversi compresi due jolly (rappresentati dagli elmi in stile centurione dei Cyloni).

Se non riuscite a trovarle neanche usate potete crearvele da soli con le istruzioni che potete scaricare da qui


FINAL FANTASY VIII

TRIPLE TRIAD

STORIA: nato con l’ottavo capitolo della saga di Final Fantasy, è un gioco di carte giocato con i trofei conquistati nelle battaglie. Secondo la storia è stato creato da un sensitivo di nome Orlan modificando delle carte da cartomanzia e coniando il nome ufficiale “Triple Triad”. Giocato inizialmente tra i soldati, si diffuse tra la gente comune e al tempo degli eventi di Final Fantasy VIII era ormai popolare in tutte le fasce di età.

REGOLE: il gioco è piuttosto semplice, ma presenta una certa profondità grazie a combo speciali e a molte carte diverse. Il “campo” è una piattaforma 3×3 in cui ogni carta ha un valore diverso. Quelle con valore maggiore “sconfiggono” le altre e vanno sotto il controllo del giocatore. Ogni carta ha su ciascun lato un valore numerico: posizionandola vicino ad un altra carta con un valore più basso è possibile “ribaltarla” e considerarla come propria finché il vostro avversario non la riconquisterà a sua volta. Vince chi controlla più sezioni del campo.

Qui potete trovare le regole del gioco anche in italiano.

ACQUISTO: nel 1999 la Bandai le ha trasformate in un vero e proprio deck game con un set di 110 carte base e 72 da collezione con artwork differenti. La loro diffusione è stranamente limitata ad alcune regioni del Giappone, cosa che le rende estremamente rare e costosette. Esiste comunque una versione APP accessibile a tutti.


FIREFLY

TALL CARD

STORIA: Firefly è una serie televisiva western-fantascientifica, andata in onda in USA e Canada nel 2002. I protagonisti viaggiano nello spazio a bordo della navicella Serenity che da il titolo all’omonimo Film del 2005 che conclude la saga mai rinnovata per una seconda stagione. Durante i lunghi viaggi attraverso lo spazio l’equipaggio ammazza il tempo giocando a Tall card.

Il gioco viene introdotto nel quarto episodio di Firefly, Shindig, quando Simon, Jayne e Book giocano un round per decidere chi deve fare le faccende sulla nave.

REGOLE e ACQUISTO: pur apparendo solo una volta e senza indicazioni particolari riguardanti le regole, le Tall Card sono diventate molto famose, tanto da essere pubblicate e messe in vendita. Dato che le regole non sono mai stabilite ognuno è libero di elaborare come vuole quelle presenti nella confezione. Lo stile delle carte richiama i temi cinesi visti nella serie. Il mazzo contiene 66 carte, quelle rotonde viste nello show e altre 50 carte schede aggiuntive. Il gameplay è simile al poker con apposite varianti.

Per acquistarle cliccate qui , per vedere come sono fatte guardate il video. 


CRONACHE DEL GHIACCIO E DEL FUOCO

Ultimo, ma non per questo meno importante ecco Cyvasse, il gioco di strategia di Game of Thrones.

CYVASSE

STORIA: Cyvasse è il gioco da tavolo più utilizzato nei Sette Regni. George R.R. Martin, da scrittore attento ai dettagli lo introduce nei suoi romanzi raccontando che il gioco arriva nel Continente Occidentale grazie a un mercantile di Volantis che si ferma a Planky Town. Qui gli orfani lo diffondono lungo tutte le sponde del Sangue Verde e l’alta società ne impara presto le regole rendendolo il suo passatempo preferito. Nel romanzo Cyvasse non è usato solo come passatempo, ma anche come un modo per socializzare scambiandosi informazioni o facendo scommesse.

(Illustrazione di djcoulz)

REGOLE: si gioca in due. La plancia, che non è sempre quadrata, ma in alcune versioni è esagonale, è suddivisa in caselle e cambia da una partita all’altra a seconda di come i giocatori dislocano il loro schieramento iniziale. A inizio partita, infatti, ai giocatori vengono forniti dei tasselli da disporre nella propria metà della plancia,senza rivelare la disposizione all’avversario. I Tasselli si dividono in elementi di terreno (Montagne, Boschi/Vegetazione, Laghi/Fiumi, Terreno brullo) e truppe mobili che possono essere mosse durante la partita. Le unità mobili sono di 10 tipi: Contadini, Picchieri, Balestrieri, Cavallo Leggero, Cavallo Pesante, Trabucco, Catapulta, Elefante, Drago e Re.

Durante la partita i giocatori, a turno, muovono le loro pedine sulla plancia. Non si sa bene quanti pezzi di ciascun tipo siano posseduti da ciascun giocatore, ma almeno un giocatore ha più di un elefante e sappiamo che i draghi sono i pezzi più potenti, perché possono catturare gli elefanti, ma a loro volta possono essere colpiti da trabucchi e catapulte. Lo scopo del gioco è, naturalmente, catturare il re avversario.

Il gioco sembra una combinazione di scacchi e battaglia navale e per crearlo l’autore ha ammesso di essersi ispirato un po’ agli scacchi, un po’ a Blitzkrieg, un po’ a Stratego. Dato che nei Romanzi non sono state fornite regole definitive, anche in questo caso i fan si sono dati da fare per racimolare le poche informazioni disponibili aggiungendoci del loro.

Ecco qui e qui due diversi lavori di ricostruzione dei fan che cercano di mettere ordine in questo caos di regolamenti non ufficiali.

ACQUISTO e/o COSTRUZIONE: come non esistono regole univoche non esiste neanche una versione ufficiale del gioco. La Bristol Design Forge ha deciso di ricreare quella che viene definita la versione più accurata del Cyvasse ad oggi presente sul mercato. Si compone di una plancia 350 x 350 mm, completa di display divisorio “a tema draghi”, 66 pedine terra e 46 segnalini personaggio e ben due versioni del regolamento, quelle che sono considerate le “più accreditate” sul web (e che portano a due stili di gioco differenti). Trattandosi di un prototipo a tiratura limitata, reperibile su Etsy, il prezzo si aggirava sui 115 euro, ma pare sia già andato esaurito.

Grazie alle moderne tecnologia di stampa 3D ogni giorno vengono proposte nuove versioni artigianali di Cyvasse, per cui, anche in questo caso potete provare da soli a realizzare la vostra copia personale.

Potete farlo modellando i pezzi a mano, in legno o resina (che potete comunque replicare attraverso degli stampi in silicone), oppure potete provare con la stampa 3D con progetti realizzati da voi oppure forniti gratuitamente da altri.

Qui potete trovare un bellissimo progetto italiano (della Tana dei Goblin) con tanto di regolamento e soprattuto files scaricabili per la stampa 3D dei materiali!

In questo video, invece, potete vedere un’altra scacchiera non ufficiale, con tanto di link per scaricare e stamparei i pezzi 3D .

Da questo sito, invece, potete acquistare una versione realizzata già pronta a 79 € con la plancia esagonale di genere  astratto. 


A questa lista non me la sono sentita di aggiungere Zathura e Jumanji , ma voglio comunque citarli.

Zathura, un’avventura spaziale è un film del 2005 ispirato al romanzo per bambini Zathura (del 2002) scritto di Chris Van Allsburg. L’idea di base è la stessa del precedente romanzo dello stesso autore, Jumanji da cui fu tratto il famoso film del 1995.  In Zathura il magico gioco da tavolo scoperto dai bambini non proietta i protagonisti nella giungla, ma nel sistema solare, con tutta la loro casa.

Per entrambi i giochi esiste una versione ufficiale, vintage (costosa) e una versione “ristampa” (economica).

Ovviamente i giochi non sono stregati come gli originali, bisognerà attendere l’avvento della (vera) realtà virtuale per vivere “certe emozioni”, di conseguenza chi li possiede dice di trovare le regole forzate, confuse e poco divertenti. Tutto il contrario di quanto accade con Dejarik di Star Wars.

Pur trattandosi di giochi immaginari trasportati nella realtà, sono perciò da considerarsi più degli oggetti di culto che dei giochi veri e propri, come dimostra questa incredibile replica handmade di Jumanji, che può essere considerata a tutti gli effetti un’opera d’arte, acquistabile su Etsy per “sacrosanto” collezionismo. 

Arthea (Elena Frasca Odorizzi – Gamestorm Siena)